Roma Gent (1-0) il giorno dopo

perez

Carles Perez (foto di Alfredo Falcone - LaPresse)

Roma Gent (1-0) il giorno dopo.

Apro ufficialmente questa nuova rubrica, commenterò a freddo ogni partita della Roma. Questo perché farlo in maniera impulsiva potrebbe portarmi ad essere meno razionale e la fretta a scrivere ed essere meno chiaro.

La metafora

Inizio col citare una metafora di Alessio, un tifoso che segue la nostra pagina facebook e ha commentato il post sulla partita di ieri così:

“soddisfatto come quando te danno una pastasciutta scotta che mangi solo perché hai fame e magari la paghi poco…”

Mi è piaciuta molto perché diretta, esaustiva e veritiera.

Non possiamo considerare la vittoria di ieri come una vittoria soddisfacente, ma sicuramente è stata una boccata di aria fresca e, come ho già scritto “poteva andare meglio, ma anche peggio”.

Per oggi è bastato saziarci, domani speriamo di mangiare meglio.

Le parole di Fonseca

Paulo Fonseca nel dopo partita conferma il nostro pensiero:

“Siamo una squadra che perde fiducia e si ferma, ma la cosa più importante era vincere e non prendere gol. Anche se non abbiamo fatto una partita di qualità, serviva un’iniezione di fiducia…”

Sa perfettamente che i limiti sono mentali e non tecnico-tattici, infatti aggiunge:

“Non dobbiamo fare molti cambi tattici, i giocatori conoscono bene questo schema. Con questo risultato possiamo migliorare

La nota positiva

La nota positiva si chiama Carles Perez, un ragazzino arrivato in punta di piedi nel mercato invernale chiuso da poco. Si è ritagliato alcuni spazi da subentrato e oggi ha potuto mettersi in mostra dal primo minuto.

Nella sua prima da titolare esordisce col gol, non poteva sognare un migliore inizio. Oltretutto il secondo gol alla sua seconda presenza in europa, ricordiamo che segnò all’Inter nel suo esordio in Champions col Barcelona.

Il merito, oltre che del giocatore ovviamente, è di Petrachi che ha saputo regalare a Fonseca un valido sostituto di Zaniolo, una forza fresca (più fresca di Under sicuramente), senza dover mettere mano nel portafogli.

Inoltre è riuscito a impedire alla squadra catalana di inserire la recompra sul giovane esterno, questo vuol dire che, dopo il riscatto (obbligatorio), Perez sarà a tutti gli effetti un giocatore della Roma.

Queste le sue parole:

“Non potevo sognare una serata migliore sono qui per aiutare la squadra, queste prime quattro partite mi sono servite per ambientarmi, sono sicuro che col passare del tempo prenderò più confidenza. Ora in Belgio dovremo completare l’opera, ma siamo riusciti ad ottenere una vittoria e speriamo sia la prima di molte”

La nota negativa

Se la difesa e l’attacco hanno fatto bene (Smalling, Perez e Dzeko), stessa cosa non si può dire del centrocampo, con un Pellegrini spento e un Cristante lontano dai suoi massimi livelli.

Al cambio la curva ha fischiato Pellegrini e questo è un comportamento dal quale mi sono sempre dissociato, i fischi li conserverei per gli avversari. Non devo essere io a ricordare quelli fatti a Dzeko appena la scorsa stagione.

Siamo un tifo molto passionale, che passa da un eccesso all’altro nell’arco di poco tempo e questo destabilizza non solo noi come tifo ma anche i giocatori che si vedono dalle stelle alle stalle, o viceversa, da un giorno all’altro.

Fonseca dice la sua a riguardo e sul giocatore si esprime così:

“Ama la Roma, è giovane, dobbiamo sostenerlo”

E questo mi sembra il minimo se vogliamo dare una mano alla squadra a ritrovare quella fiducia che sta mancando. Aspettando il nuovo presidente e finalmente una grande Roma.


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2 thoughts on “Roma Gent (1-0) il giorno dopo

  1. Ho 67 anni, ho vissuto la rometta quando il massimo era battere la lazzie e salvarsi dalla serie B eppure andavo allo stadio, poi è arrivato Viola e la musica è cambiata ma la regola fondamentale del calcio e parlo da calciatore e allenatore anche se sempre a livello dilettantistico, è creare un gruppo coeso che faccia in campo quello che l’allenatore gli chiede e il gioco è fatto. Non è una questione di scarsi giocatori, chi gioca in serie A è un fenomeno altrimenti non ci sarebbe mai arrivato altro discorso sono i fuoriclasse ma di quelli ne esistono veramente pochi e ringraziamo il cielo di averne avuto uno che è durato 20 anni, il vero problema è il gruppo , chi ha giocato, sa quanti problemi nascono negli spogliatoi quando le cose vanno male, c’è qualcosa che non va nei rapporti tra i giocatori che Fonseca non riesce a gestire.

    1. Ciao Rodolfo, condivido il tuo pensiero ma non credo ci sia un problema di gruppo. Parliamo di un progetto nato da poco, con giocatori che forse neanche si chiamano per nome. La lazio ci ha messo anni per arrivare al gruppo che è oggi (per fare un esempio). Chi pensava che la Roma ricominciasse da subito ad alti livelli si è illuso. E’ finito un ciclo, quello che ci ha portato alla semifinale di champions, dove il gruppo che si era venuto a creare non era meno a quello della lazio o dell’Atalanta di oggi . Ora ne sta cominciando un altro e ci vorrà tempo affinché si crei quell’alchimia di cui parli.

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